Frank Oz sembra quasi un folletto, con quel cognome così particolare e quel viso più simile a un gremlin che a un essere umano. Durante gli anni della sua carriera Oz è stato regista, attore e persino doppiatore.
Laureatosi in giornalismo negli anni Sessanta, inizia a lavorare nel mondo dello spettacolo come doppiatore, diventando famoso nello spettacolo The Muppet Show (Oz è la voce della maialina Miss Piggy). Oz lavora e conosce a fondo il mondo dello spettacolo, queste sue esperienze verranno riversate poi in alcuni dei suoi film. Nel 1979 Oz diventa celebre grazie al film Ecco il film dei Muppet in veste di doppiatore.
Ma Oz è molto di più.
Nel 1984 dirige il suo primo film I Muppets alla conquista di Brodway, oltre a dirigere la pellicola, Oz doppia ben cinque personaggi. Due anni più tardi è alla regia del cult La Piccola Bottega degli Orrori; il film (una commedia? un musical? un grottesco?) che lancia la carriera di Rick Moranis (che sarà il mitico Louis nei due episodi dei Ghostbusters) e conferma il talento di Steve Martin, grande amico di Oz. Nonostante sia stato un flop al botteghino, col tempo diventerà amatissimo dai cinefili.
Nel 1988 presenta Due figli di… brillante commedia con protagonisti Steve Martin e Michael Caine (per l’attore britannico è una delle prime commedie).
Oz continua con la commedia d’autore con Tutte le Manie di Bob, questa volta il regista/doppiatore dirige Bill Murray nel ruolo di un nevrotico che perseguita il suo psichiatra Leo Marvin. Bob entra nella vita sua famiglia, sconvolgendo la vacanza del dottore (un bravissimo Richard Dreyfuss). Bill Murray si trova a suo agio in questa commedia imperdibile, dove ci regala una delle sue migliori interpretazioni.
Nel 1995 dirige La Chiave Magica un film d’avventura con un cast minore.
Nel 1997 riversa le sue esperienze passate in In & Out una divertente critica sul mondo del cinema e dello show business, tanto amato e tanto conosciuto da Oz.
Il cast del film è di tutto rispetto: Kevin Kline, Joan Cusack, Tom Selleck, Matt Dillon.
Bownfinger (1999) ha la sceneggiatura di Steve Martin, nel cast compaiono, oltre a Martin, anche Eddie Murphy, Heather Graham e Robert Downey Jr. Ancora un volta Oz ci da un quadro del mondo del cinema facendosi beffe delle leggi del mercato cinematografico.
Nel 2001 il regista cambia completamente registro decidendo di dirigere un thriller, chiama con sé tre attori di tre diverse generazioni: Edward Norton, Robert De Niro e udite udite Marlon Brando, alla sua ultima interpretazione. Protagonista della pellicola è Nick Wells (De Niro) un famoso ladro a cui viene affidato un ultimo grande colpo dall’amico e socio Max (Brando). E’ lo stesso Max che presenta a Wells il giovane Jack Teller (Norton) con cui Wells deve lavorare per realizzare il colpo. Il cast è eccezionale, Norton si fa rispettare con la sua magnifica interpretazione nonostante la presenza di due giganti come Robert De Niro e Marlon Brando.
Tre anni più tardi Oz torna alla commedia con La Donna Perfetta, con cui ha la possibilità di lavorare con Nicole Kidman, il film sarà molto criticato per via della sceneggiatura e delle pessime interpretazioni della Kidman e di Glenn Close. Nel 2007 Oz dirige Funeral Party un’ottima commedia basata su equivoci e su gag a ripetizione. La sceneggiatura questa volta è ottima e il cast, seppur composto da attori poco conosciuti, fa la sua parte. Il film parla di due famiglie che si ritrovano per il funerale del padre di Daniel e Robert, due scrittori con famiglie a seguito. Nella casa di campagna succederà di tutto: allucinazioni, droghe, episodi surreali. Funeral Party è decisamente uno dei migliori film di Oz.
Frank Oz è stato anche un attore, ha infatto recitato in quattro film del collega John Landis: The Blues Brothers, Un Lupo Mannaro Americano a Londra, Una Poltrona Per Due e il seguito di The Blues Brothers nel 2000.
mercoledì 27 ottobre 2010
Il Cinema di Frank Oz (29 agosto)
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Goodbye, Ferribotte (22 agosto 2010)
Il Kinetoscopio riapre dopo un periodo di vacanza estiva.
Dopo aver spento le ottanta candeline di Clint Eastwood, il blog rende omaggio a Tiberio Murgia, attore scomparso in questi giorni. L’attore con la faccia sicula ma di chiare origini sarde viene ricordato per la sua straordinaria interpretazione ne I Soliti Ignoti film di Mario Monicelli con cui esordisce come attore nel 1958 a 29 anni.
Prima di quella fatidica data ci sono miseria, lavori in tutta Italia (e anche in Belgio come minatore) e un intenso impegno politico nel PCI. Dopo il 1958 Murgia recita in l’Audace Colpo Dei Soliti Ignoti (1959) diretto da Nanny Loy. Sempre nello stesso anno torna a farsi dirigere da Monicelli per un altro capolavoro: La Grande Guerra affiancato da due mostri sacri come Alberto Sordi e Vittorio Gassman. Ne L’Onorata Società (1961) ha la possibilità di recitare con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, mentre nel 1962 prende parte al film Il Giorno Più Corto di Sergio Corbucci, il film è una prova di beneficienza da parte di un nutrito numero di attori che all’epoca volevano salvare la Titanus, a rischio fallimento. Tutti gli attori del film (Ciccio Ingrassia, Franco Franchi, Totò, Eduardo De Filippo, Peppino De Filippo, Ugo Tognazzi, Franca Valeri e tantissimi altri) hanno piccolissime parti che non verranno retribuite.
In Divorzio Alla Siciliana (1963) si prendono in giro stereotipi e cultura della Sicilia, mentre nel 1968 ritorna al fianco di Mario Monicelli in La Ragazza Con La Pistola al fianco di Monica Vitti e Carlo Giuffrè, film girato tra la Puglia (anche se doveva essere Sicilia, ma il bello del Cinema è anche questo) e Inghilterra.
Durante gli anni Settanta Murgia recita per molti film della Commedia Sexy all’Italiana, primo fra tutti in La Bella Antonia, Prima Monaca E Poi Dimonia con una giovanissima Edwige Fenech (1972), La Vergine, Il Toro E Il Capricorno di Luciano Martino (1977) sempre con la Fenech e con Alberto Lionello e Alvaro Vitali. Sempre nello stesso anno partecipa al film La Soldatessa Alla Visita Militare di Nando Cicero. Nel cast spiccano i nomi di Edwige Fenech, Alvaro Vitali, Leo Gullotta, Mario Carotenuto. Con La Soldatessa Alle Grandi Manovre, Murgia collabora ancora con Nando Cicero. Il cast vede la conferma di tutti gli attori del film precedente, con l’aggiunta di Lino Banfi. La collaborazione con il regista romano prosegue l’anno successivo, quando esce La Liceale, Il Diavolo e l’Acquasanta, film a episodi che vede protagonista la sensuale Gloria Guida.
Negli anni Ottanta, con il tramonto della Commedia Sexy, Murgia di dedica al Cinema Trash: un esempio su tutti è Attila Flagello Di Dio, con Diego Abatantuono, ma anche Paulo Roberto Cotechiño Centravanti Di Sfondamento, ancora una volta con Alvaro Vitali.
Nel 1987 chiude la trilogia de I Soliti Ignoti con I Soliti Ignori Vent’anni Dopo, pessima pellicola che ricalca un'età d'oro irripetibile.
Negli anni Novanta e Duemila le sue interpretazioni si fanno sempre più rare, ma lo spettatore medio non potrà mai dimenticare i lineamenti, le battute e lo sguardo particolare di quest’attore, simbolo di un periodo d’oro del Cinema Italiano.
Dopo aver spento le ottanta candeline di Clint Eastwood, il blog rende omaggio a Tiberio Murgia, attore scomparso in questi giorni. L’attore con la faccia sicula ma di chiare origini sarde viene ricordato per la sua straordinaria interpretazione ne I Soliti Ignoti film di Mario Monicelli con cui esordisce come attore nel 1958 a 29 anni.
Prima di quella fatidica data ci sono miseria, lavori in tutta Italia (e anche in Belgio come minatore) e un intenso impegno politico nel PCI. Dopo il 1958 Murgia recita in l’Audace Colpo Dei Soliti Ignoti (1959) diretto da Nanny Loy. Sempre nello stesso anno torna a farsi dirigere da Monicelli per un altro capolavoro: La Grande Guerra affiancato da due mostri sacri come Alberto Sordi e Vittorio Gassman. Ne L’Onorata Società (1961) ha la possibilità di recitare con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, mentre nel 1962 prende parte al film Il Giorno Più Corto di Sergio Corbucci, il film è una prova di beneficienza da parte di un nutrito numero di attori che all’epoca volevano salvare la Titanus, a rischio fallimento. Tutti gli attori del film (Ciccio Ingrassia, Franco Franchi, Totò, Eduardo De Filippo, Peppino De Filippo, Ugo Tognazzi, Franca Valeri e tantissimi altri) hanno piccolissime parti che non verranno retribuite.
In Divorzio Alla Siciliana (1963) si prendono in giro stereotipi e cultura della Sicilia, mentre nel 1968 ritorna al fianco di Mario Monicelli in La Ragazza Con La Pistola al fianco di Monica Vitti e Carlo Giuffrè, film girato tra la Puglia (anche se doveva essere Sicilia, ma il bello del Cinema è anche questo) e Inghilterra.
Durante gli anni Settanta Murgia recita per molti film della Commedia Sexy all’Italiana, primo fra tutti in La Bella Antonia, Prima Monaca E Poi Dimonia con una giovanissima Edwige Fenech (1972), La Vergine, Il Toro E Il Capricorno di Luciano Martino (1977) sempre con la Fenech e con Alberto Lionello e Alvaro Vitali. Sempre nello stesso anno partecipa al film La Soldatessa Alla Visita Militare di Nando Cicero. Nel cast spiccano i nomi di Edwige Fenech, Alvaro Vitali, Leo Gullotta, Mario Carotenuto. Con La Soldatessa Alle Grandi Manovre, Murgia collabora ancora con Nando Cicero. Il cast vede la conferma di tutti gli attori del film precedente, con l’aggiunta di Lino Banfi. La collaborazione con il regista romano prosegue l’anno successivo, quando esce La Liceale, Il Diavolo e l’Acquasanta, film a episodi che vede protagonista la sensuale Gloria Guida.
Negli anni Ottanta, con il tramonto della Commedia Sexy, Murgia di dedica al Cinema Trash: un esempio su tutti è Attila Flagello Di Dio, con Diego Abatantuono, ma anche Paulo Roberto Cotechiño Centravanti Di Sfondamento, ancora una volta con Alvaro Vitali.
Nel 1987 chiude la trilogia de I Soliti Ignoti con I Soliti Ignori Vent’anni Dopo, pessima pellicola che ricalca un'età d'oro irripetibile.
Negli anni Novanta e Duemila le sue interpretazioni si fanno sempre più rare, ma lo spettatore medio non potrà mai dimenticare i lineamenti, le battute e lo sguardo particolare di quest’attore, simbolo di un periodo d’oro del Cinema Italiano.
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lunedì 25 ottobre 2010
Gli 80 Anni di Dirty Harry (4 Giugno 2010)
Lo so quello che pensi. Ti stai chiedendo se ho sparato sei colpi o solo cinque. Ti dirò che in mezzo a tutta quella baraonda ho perso il conto io stesso. Ma dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Di', ne vale la pena?
(Ispettore Callaghan - Il Caso Scorpio è tuo)
Il Kinetoscopio rende omaggio a Clint Eastwood. L’attore e regista statunitense ha compiuto 80 anni lo scorso 31 Maggio e il modo più giusto per raccontarlo è attraverso i suoi film. Ho scelto una serie di film che sicuramente non rendono giustizia al talento di Eastwood (che, ricordiamolo, è stato regista, attore e persino compositore) ma che però hanno qualcosa in comune: hanno fatto di Clint un personaggio epico, come fece Sergio Leone negli anni Sessanta con la Trilogia del Dollaro. La nostra storia inizia negli Anni Settanta: il volto di Eastwood in questi anni viene associato all’Ispettore Callaghan, l’ispettore alto, inflessibile, con una 44 Magnum in tasca e con il gene della violenza appiccicato addosso. L’ispettore è un duro e fa un uso spesso eccessivo della violenza: i suoi superiori lo odiano per il suo modo personalissimo di intendere e applicare la legge, i suoi colleghi lo temono per il fatto che chi lavora con lui viene o ucciso o, nel migliore dei casi, brutalmente ferito. Fondamentalmente Callaghan è un conservatore: le donne devono stare a casa a badare alla famiglia mentre gli uomini devono vivere nella città (San Francisco) una jungla dove ogni giorno succede qualcosa di diverso e dove per difendersi è necessario avere la 44 Magnum sempre carica.
Il primo episodio della saga di “Dirty Harry” è datato 1971: Clint Eastwood è un attore affermato nel mondo del Cinema, Don Siegel, regista e amico di Clint, lo chiama per il ruolo di protagonista in Ispettore Callaghan – Il caso Scorpio è tuo film che si basa su episodi realmente avvenuti negli USA quando un terribile killer detto Zodiac, terrorizzò il paese con omicidi efferati. La pellicola è una pietra miliare del genere poliziesco: scene di violenza da far west, battute fulminanti e un leggero tocco di ironia fanno di questo film un cult da collezione. Tecnicamente il film è un gioiellino, alcune inquadrature lasciano senza fiato. Il finale poi rispecchia la personalità di Callaghan e del suo modo di intendere la giustizia. Nel 2007 David Fincher dirigerà Zodiac, sempre basato sullo stesso assassino.
Nel 1973, anno di Taxi Driver, Ted Post è dietro la cinepresa per Una 44 Magnum per l’Ispettore Callaghan questa volta Harry deve vedersela con dei giustizieri che, come lui, coltivano una passione efferata per la violenza e che, come lui, hanno un distintivo. Questo secondo episodio contiene delle critiche nei confronti del sistema poliziesco e ci riserva qualche buon colpo di scena. Buona la fotografia, ma l'episodio è lontano anni luce dal primo.
Nel 1976 esce Cielo di Piombo, Ispettore Callaghan, diretto da James Fargo, è forse l’episodio più ironico dell'intera serie. In questo terzo capitolo l’ispettore deve affrontare un gruppo di terroristi che minaccia di far saltare in aria San Francisco, ma non è tutto, il suo collega di turno questa volta è…una donna, Kate Moore (la bravissima Tyne Daly). Cielo di Piombo, Ispettore Callaghan, caratterizzato da una dose massiccia di violenza e di ironia, è un film dignitoso che risolleva le sorti dell'ispettore, dopo il deludente secondo episodio.
Quattro anni più tardi Eastwood, data la sua buona esperienza da regista alle spalle, decide di girare il quarto episodio della serie. Coraggio Fatti Ammazzare è del 1980 ed è l’episodio più ricco, tecnicamente parlando. In questo film Eastwood rende omaggio ai suoi MaestrI: Sergio Leone e Don Siegel. La pellicola è caratterizzata dall'uso del flashback, l’intreccio risulta godibilissimo. Ancora una volta l’Ispettore deve affrontare il suo tallone d’Achille: le donne. Se gli uomini lo odiano o lo temono (dipende dai casi), le donne cascano ai suoi piedi. Questo episodio lo conferma, qualora ce ne fosse bisogno. Il finale è semplicemente mitico. Coraggio Fatti Ammazzare resta l’episodio più interessante di tutta la serie. Nel film compaiono Sonda Locke (compagna di Client all'epoca) e Pat Hingle (il commissario Gordon dei primi quattro film di Batman).
Nel 1988, a otto anni di distanza da Coraggio Fatti Ammazzare, esce l’ultimo episodio della serie. Diretto dallo sconosciuto Buddy Van Horn, questo episodio è ambientato nel mondo del Cinema: un misterioso killer sta infatti uccidendo personaggi famosi che fanno parte di una lista di un gioco chiamato Bingo col Morto, tra questi personaggi figura anche il nome di Callaghan. Lontano anni luce dalle atmosfere anni Settanta dei primi film, Scommessa con la Morte è forse l’episodio più debole dell’intera saga anche se Clint, come sempre, si fa valere (almeno un paio di battute nel film sono da mandare giù a memoria). Nel cast compaiono un giovanissimo Jim Carrey, Liam Neeson e Patricia Clarkson (Gli Intoccabili).
Oggi, a 22 anni di distanza dall'ultimo episodio, l'Ispettore Callaghan fa parte delle Leggende del mondo del Cinema. Al pari di altri personaggi mitici, anche Dirty Harry ha il suo posto nell'immaginario collettivo di tutti noi. Un personaggio del genere è unico e solo un attore come Clint Eastwood poteva dargli un così ampio spessore. Per chi ama Clint Eastwood questi cinque episodi (soprattutto il primo e il quarto) sono imperdibili. Lunga vita a Dirty Harry!
(Ispettore Callaghan - Il Caso Scorpio è tuo)
Il Kinetoscopio rende omaggio a Clint Eastwood. L’attore e regista statunitense ha compiuto 80 anni lo scorso 31 Maggio e il modo più giusto per raccontarlo è attraverso i suoi film. Ho scelto una serie di film che sicuramente non rendono giustizia al talento di Eastwood (che, ricordiamolo, è stato regista, attore e persino compositore) ma che però hanno qualcosa in comune: hanno fatto di Clint un personaggio epico, come fece Sergio Leone negli anni Sessanta con la Trilogia del Dollaro. La nostra storia inizia negli Anni Settanta: il volto di Eastwood in questi anni viene associato all’Ispettore Callaghan, l’ispettore alto, inflessibile, con una 44 Magnum in tasca e con il gene della violenza appiccicato addosso. L’ispettore è un duro e fa un uso spesso eccessivo della violenza: i suoi superiori lo odiano per il suo modo personalissimo di intendere e applicare la legge, i suoi colleghi lo temono per il fatto che chi lavora con lui viene o ucciso o, nel migliore dei casi, brutalmente ferito. Fondamentalmente Callaghan è un conservatore: le donne devono stare a casa a badare alla famiglia mentre gli uomini devono vivere nella città (San Francisco) una jungla dove ogni giorno succede qualcosa di diverso e dove per difendersi è necessario avere la 44 Magnum sempre carica.
Il primo episodio della saga di “Dirty Harry” è datato 1971: Clint Eastwood è un attore affermato nel mondo del Cinema, Don Siegel, regista e amico di Clint, lo chiama per il ruolo di protagonista in Ispettore Callaghan – Il caso Scorpio è tuo film che si basa su episodi realmente avvenuti negli USA quando un terribile killer detto Zodiac, terrorizzò il paese con omicidi efferati. La pellicola è una pietra miliare del genere poliziesco: scene di violenza da far west, battute fulminanti e un leggero tocco di ironia fanno di questo film un cult da collezione. Tecnicamente il film è un gioiellino, alcune inquadrature lasciano senza fiato. Il finale poi rispecchia la personalità di Callaghan e del suo modo di intendere la giustizia. Nel 2007 David Fincher dirigerà Zodiac, sempre basato sullo stesso assassino.
Nel 1973, anno di Taxi Driver, Ted Post è dietro la cinepresa per Una 44 Magnum per l’Ispettore Callaghan questa volta Harry deve vedersela con dei giustizieri che, come lui, coltivano una passione efferata per la violenza e che, come lui, hanno un distintivo. Questo secondo episodio contiene delle critiche nei confronti del sistema poliziesco e ci riserva qualche buon colpo di scena. Buona la fotografia, ma l'episodio è lontano anni luce dal primo.
Nel 1976 esce Cielo di Piombo, Ispettore Callaghan, diretto da James Fargo, è forse l’episodio più ironico dell'intera serie. In questo terzo capitolo l’ispettore deve affrontare un gruppo di terroristi che minaccia di far saltare in aria San Francisco, ma non è tutto, il suo collega di turno questa volta è…una donna, Kate Moore (la bravissima Tyne Daly). Cielo di Piombo, Ispettore Callaghan, caratterizzato da una dose massiccia di violenza e di ironia, è un film dignitoso che risolleva le sorti dell'ispettore, dopo il deludente secondo episodio.
Quattro anni più tardi Eastwood, data la sua buona esperienza da regista alle spalle, decide di girare il quarto episodio della serie. Coraggio Fatti Ammazzare è del 1980 ed è l’episodio più ricco, tecnicamente parlando. In questo film Eastwood rende omaggio ai suoi MaestrI: Sergio Leone e Don Siegel. La pellicola è caratterizzata dall'uso del flashback, l’intreccio risulta godibilissimo. Ancora una volta l’Ispettore deve affrontare il suo tallone d’Achille: le donne. Se gli uomini lo odiano o lo temono (dipende dai casi), le donne cascano ai suoi piedi. Questo episodio lo conferma, qualora ce ne fosse bisogno. Il finale è semplicemente mitico. Coraggio Fatti Ammazzare resta l’episodio più interessante di tutta la serie. Nel film compaiono Sonda Locke (compagna di Client all'epoca) e Pat Hingle (il commissario Gordon dei primi quattro film di Batman).
Nel 1988, a otto anni di distanza da Coraggio Fatti Ammazzare, esce l’ultimo episodio della serie. Diretto dallo sconosciuto Buddy Van Horn, questo episodio è ambientato nel mondo del Cinema: un misterioso killer sta infatti uccidendo personaggi famosi che fanno parte di una lista di un gioco chiamato Bingo col Morto, tra questi personaggi figura anche il nome di Callaghan. Lontano anni luce dalle atmosfere anni Settanta dei primi film, Scommessa con la Morte è forse l’episodio più debole dell’intera saga anche se Clint, come sempre, si fa valere (almeno un paio di battute nel film sono da mandare giù a memoria). Nel cast compaiono un giovanissimo Jim Carrey, Liam Neeson e Patricia Clarkson (Gli Intoccabili).
Oggi, a 22 anni di distanza dall'ultimo episodio, l'Ispettore Callaghan fa parte delle Leggende del mondo del Cinema. Al pari di altri personaggi mitici, anche Dirty Harry ha il suo posto nell'immaginario collettivo di tutti noi. Un personaggio del genere è unico e solo un attore come Clint Eastwood poteva dargli un così ampio spessore. Per chi ama Clint Eastwood questi cinque episodi (soprattutto il primo e il quarto) sono imperdibili. Lunga vita a Dirty Harry!
Indiana Jones - Una Trilogia E Mezzo (23 maggio 2010)
Ho già scritto di George Lucas e di Steven Spielberg, ma oggi vi voglio parlare di una nuova trilogia, dopo quella di Ritorno Al Futuro.
La storia di Indiana Jones inizia durante i primi anni Settanta, quando George Lucas inizia a pensare a questo personaggio, un archeologo che vive durante gli anni Trenta. Indiana Jones è un personaggio particolarissimo, con una doppia personalità: da un lato è un timido professore universitario, dall’altro è un cinico archeologo rispettoso delle culture e dei reperti. Sempre circondato da donne affascinanti, ha la fobia dei serpenti, indossa un borsalino e ha sempre con sé una frusta. Qualche anno più tardi, Lucas contatta Spielberg e gli parla di una sceneggiatura che vede come protagonista un archeologo-professore che si mette alla ricerca dell’Arca dell’Allenza, un forziere che conteneva i resti dei Dieci Comandamenti. Lucas, impegnato con la regia di Guerre Stellari, affida la regia del film proprio a Spielberg, scrivendo però la sceneggiatura.
La prima scelta per il protagonista è Tom Selleck, ma a causa di problemi burocratici i due scelsero il giovane Harrison Ford, che aveva già lavorato con Lucas in Guerre Stellari.
Il primo episodio della trilogia, I Predatori dell’Arca Perduta, risale al 1981.
Il film è ambientato nel 1936, quando il Nazismo inizia a diffondersi in Europa. Proprio Hitler, affascinato dall’occulto, ordina di cercare qualsiasi reperto che possa potenziare il suo esercito in espansione, Indiana Jones ha il compito di trovare l’Arca prima dei nazisti. Il film è un perfetto esempio di Cinema di Intrattenimento: gli inseguimenti si susseguono, i colpi di scena non mancano, le battute sono perfette e mai fuori luogo, addirittura c’è anche qualche scena un po’ “cruenta” almeno per quello che riguarda il Cinema di Spielberg.
I Predatori dell’Arca Perduta si rivela un successo spettacolare: il film ha infatti guadagnato 384 milioni di dollari in tutto il mondo vincendo quattro Oscar “tecnici”: miglior montaggio, miglior scenografia, miglior sonoro, migliori effetti speciali. Un tale successo costrinse la ditta Lucas-Spielberg a pensare ad un seguito, anzi ad un prequel.
Il successivo Indiana Jones e il Tempio Maledetto, si svolge infatti nel 1935, un anno prima degli episodi narrati nel primo film. Questo episodio si svolge in India, dove un villaggio ha perso una pietra sacra e incarica Jones di ritrovarla. La pietra è stata rubata da alcuni custodi del palazzo di Pankot. Arrivati al Palazzo, Jones, il piccolo Shorty e la cantante Willie Scott si imbattono nel giovane maraja che nega di aver rubato la pietra. La sera stessa i tre assistono ad un sacrificio umano, dentro il Tempio del Male.
Ancora una volta viene riconfermato Harrison Ford nei panni dell’archeologo che fa un ottimo lavoro. Anche questo secondo episodio si rivela un gran successo: più oscuro ma anche più commerciale del precedente, il film ha incassato 333 milioni di dollari nel mondo.
Nel 1989 esce il terzo episodio della trilogia: Indiana Jones e L’ultima Crociata ha il compito di illustrare la fobia di Jones verso i serpenti ed il rapporto con il padre, Henry Jones, interpretato da Sean Connery. Lucas e Spielberg hanno sempre affermato che il padre di Indiana Jones fosse James Bond, quindi la scelta di Connery pareva logica. Il terzo episodio si svolge nel 1938, Jones deve cercare il Santo Graal, il calice usato da Cristo durante l’Ultima Cena. Le ricerche hanno avuto una brusca interruzione quando è sparito proprio il padre di Indiana: compito di Jones è quindi quello di ritrovare il padre e il Santo Graal. Tuttavia Jones scoprirà molto presto che dietro alla ricerche e all’interesse per il Graal ci sono ancora una volta i nazisti…
Dopo questo terzo episodio sembrava che non si dovesse più parlare di Indiana Jones, anche se i grandissimi successo di pubblico e critica facevano credere il contrario. Durante gli anni Novanta c’è stato un primo riavvicinamento tra Ford e Spielberg, nel corso degli anni successivi al terzo capitolo sono uscite tantissime voci riguardanti sceneggiature, titoli, scoop…un po’ com’è accaduto con Ritorno Al Futuro...
Nel giugno 2007 iniziarono ufficialmente le riprese del quarto Indiana Jones, che terminarono nell’autunno dello stesso anno. A maggio 2008 esce l'attesissimo quarto capitolo della saga: Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo.
Il film ha diviso pubblico e critica, si apprezza la prestazione di Harrison Ford, attore sessantenne ma ancora in grande forma, ma la sceneggiatura appare troppo confusionaria e il finale troppo fantascientifico. Insomma questo quarto capitolo è solo ed esclusivamente rivolto ai fan incalliti del Jones più famoso del mondo. Se avete visto, amato e ammirato la trilogia, allora non perdetevi il quarto capitolo. Se per voi Indiana Jones è un giovane e affascinante archeologo e non un sessantenne isterico, lasciate perdere questo quarto capitolo.
La storia di Indiana Jones inizia durante i primi anni Settanta, quando George Lucas inizia a pensare a questo personaggio, un archeologo che vive durante gli anni Trenta. Indiana Jones è un personaggio particolarissimo, con una doppia personalità: da un lato è un timido professore universitario, dall’altro è un cinico archeologo rispettoso delle culture e dei reperti. Sempre circondato da donne affascinanti, ha la fobia dei serpenti, indossa un borsalino e ha sempre con sé una frusta. Qualche anno più tardi, Lucas contatta Spielberg e gli parla di una sceneggiatura che vede come protagonista un archeologo-professore che si mette alla ricerca dell’Arca dell’Allenza, un forziere che conteneva i resti dei Dieci Comandamenti. Lucas, impegnato con la regia di Guerre Stellari, affida la regia del film proprio a Spielberg, scrivendo però la sceneggiatura.
La prima scelta per il protagonista è Tom Selleck, ma a causa di problemi burocratici i due scelsero il giovane Harrison Ford, che aveva già lavorato con Lucas in Guerre Stellari.
Il primo episodio della trilogia, I Predatori dell’Arca Perduta, risale al 1981.
Il film è ambientato nel 1936, quando il Nazismo inizia a diffondersi in Europa. Proprio Hitler, affascinato dall’occulto, ordina di cercare qualsiasi reperto che possa potenziare il suo esercito in espansione, Indiana Jones ha il compito di trovare l’Arca prima dei nazisti. Il film è un perfetto esempio di Cinema di Intrattenimento: gli inseguimenti si susseguono, i colpi di scena non mancano, le battute sono perfette e mai fuori luogo, addirittura c’è anche qualche scena un po’ “cruenta” almeno per quello che riguarda il Cinema di Spielberg.
I Predatori dell’Arca Perduta si rivela un successo spettacolare: il film ha infatti guadagnato 384 milioni di dollari in tutto il mondo vincendo quattro Oscar “tecnici”: miglior montaggio, miglior scenografia, miglior sonoro, migliori effetti speciali. Un tale successo costrinse la ditta Lucas-Spielberg a pensare ad un seguito, anzi ad un prequel.
Il successivo Indiana Jones e il Tempio Maledetto, si svolge infatti nel 1935, un anno prima degli episodi narrati nel primo film. Questo episodio si svolge in India, dove un villaggio ha perso una pietra sacra e incarica Jones di ritrovarla. La pietra è stata rubata da alcuni custodi del palazzo di Pankot. Arrivati al Palazzo, Jones, il piccolo Shorty e la cantante Willie Scott si imbattono nel giovane maraja che nega di aver rubato la pietra. La sera stessa i tre assistono ad un sacrificio umano, dentro il Tempio del Male.
Ancora una volta viene riconfermato Harrison Ford nei panni dell’archeologo che fa un ottimo lavoro. Anche questo secondo episodio si rivela un gran successo: più oscuro ma anche più commerciale del precedente, il film ha incassato 333 milioni di dollari nel mondo.
Nel 1989 esce il terzo episodio della trilogia: Indiana Jones e L’ultima Crociata ha il compito di illustrare la fobia di Jones verso i serpenti ed il rapporto con il padre, Henry Jones, interpretato da Sean Connery. Lucas e Spielberg hanno sempre affermato che il padre di Indiana Jones fosse James Bond, quindi la scelta di Connery pareva logica. Il terzo episodio si svolge nel 1938, Jones deve cercare il Santo Graal, il calice usato da Cristo durante l’Ultima Cena. Le ricerche hanno avuto una brusca interruzione quando è sparito proprio il padre di Indiana: compito di Jones è quindi quello di ritrovare il padre e il Santo Graal. Tuttavia Jones scoprirà molto presto che dietro alla ricerche e all’interesse per il Graal ci sono ancora una volta i nazisti…
Dopo questo terzo episodio sembrava che non si dovesse più parlare di Indiana Jones, anche se i grandissimi successo di pubblico e critica facevano credere il contrario. Durante gli anni Novanta c’è stato un primo riavvicinamento tra Ford e Spielberg, nel corso degli anni successivi al terzo capitolo sono uscite tantissime voci riguardanti sceneggiature, titoli, scoop…un po’ com’è accaduto con Ritorno Al Futuro...
Nel giugno 2007 iniziarono ufficialmente le riprese del quarto Indiana Jones, che terminarono nell’autunno dello stesso anno. A maggio 2008 esce l'attesissimo quarto capitolo della saga: Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo.
Il film ha diviso pubblico e critica, si apprezza la prestazione di Harrison Ford, attore sessantenne ma ancora in grande forma, ma la sceneggiatura appare troppo confusionaria e il finale troppo fantascientifico. Insomma questo quarto capitolo è solo ed esclusivamente rivolto ai fan incalliti del Jones più famoso del mondo. Se avete visto, amato e ammirato la trilogia, allora non perdetevi il quarto capitolo. Se per voi Indiana Jones è un giovane e affascinante archeologo e non un sessantenne isterico, lasciate perdere questo quarto capitolo.
Tom Waits e il Cinema (7 maggio 2010)
"Siamo come ratti. Siamo come onnivori. La nostra immaginazione mangia qualunque cosa"
Strappo alla regola.
Per una volta non parliamo né di registi, né di film. Parliamo di un attore. Un attore un po’ particolare a dire la verità, ma resta comunque un personaggio che ha lavorato con alcuni grandi nomi del Cinema Mondiale.
Stati Uniti. 1978.
Tom Waits è un cantautore conosciuto soprattutto negli USA, dove sforna dischi di pregevole fattura, Tom ha un timbro vocale particolarissimo e una faccia sporca, quella di chi viene direttamente dalla strada.
Sylvester Stallone, dopo il successo di Rocky, al debutto come regista lo chiama per una piccola parte nel suo Taverna Paradiso: è solo l’inizio di una lunga carriera cinematografica fatta di piccole apparizioni.
Qualche anno più tardi scrive la colonna sonora di Un Sogno Lungo Un Giorno, film di Francis Ford Coppola con il quale diventa amico e collaboratore: Coppola chiamerà Waits per piccole parti anche nei suoi tre successivi film ovvero I Ragazzi Della 56esima Strada (al fianco dei giovanissimi Matt Dillon e Tom Cruise), Rusty Il Selvaggio e Cotton Club.
Nel 1986 Tom Waits conosce Roberto Benigni, con cui recita in Daunbailò.
Nel 1990 collabora con Jack Nicholson per il sequel di Chinatown, il film è Il Grande Inganno e Waits veste i panni di un poliziotto, affiancato dallo stesso Nicholson, da Harvey Keitel e Eli Wallach (il brutto ne "Il Buono, Il Brutto, Il Cattivo"), il film si rivelerà un flop clamoroso.
L’anno successivo stringe amicizia con Terry Gilliam che gli affida la parte di un veterano di guerra nel suo La Leggenda Del Re Pescatore e, sempre nello stesso anno, Jim Jarmusch lo chiama per comporre lo colonna sonora del suo Taxisti di Notte, nel cast c’è ancora una volta Roberto Benigni.
Coppola richiama Tom per una piccola parte in Dracula, film del 1992, dove recita la parte di uno psicopatico.
Nel 1993 Tom Waits è nel cast del capolavoro di Robert Altman, America Oggi. Tra gli altri spiccano i nomi di Jack Lemmon, Tim Robbins, Andie MacDowell.
Durante gli anni Novanta Waits compone principalmente colonne sonore per film, oltre a scrivere almeno due grandi dischi.
Nel 2003 recita al fianco di Iggy Pop in una scena del film indipendente Coffee and Cigarettes: i due assi della musica sorprendono per la loro recitazione fuori dalle righe.
Nel 2005 torna a lavorare con Benigni, le prime sequenze de La Tigre e La Neve sono affidate alla fantastica voce di Waits, che canta "You Can Never Hold Back Spring" durante il matrimonio dei due protagonisti.
Nel 2009 intepreta il Diavolo in Parnassus, film di Terry Gilliam.
Questi sono solo alcuni film in cui Tom Waits ha prestato la sua faccia e la sua voce, ma restano ancora tantissimi altre pellicole a cui Tom Waits ha partecipato, vi invito a scoprirle.
Strappo alla regola.
Per una volta non parliamo né di registi, né di film. Parliamo di un attore. Un attore un po’ particolare a dire la verità, ma resta comunque un personaggio che ha lavorato con alcuni grandi nomi del Cinema Mondiale.
Stati Uniti. 1978.
Tom Waits è un cantautore conosciuto soprattutto negli USA, dove sforna dischi di pregevole fattura, Tom ha un timbro vocale particolarissimo e una faccia sporca, quella di chi viene direttamente dalla strada.
Sylvester Stallone, dopo il successo di Rocky, al debutto come regista lo chiama per una piccola parte nel suo Taverna Paradiso: è solo l’inizio di una lunga carriera cinematografica fatta di piccole apparizioni.
Qualche anno più tardi scrive la colonna sonora di Un Sogno Lungo Un Giorno, film di Francis Ford Coppola con il quale diventa amico e collaboratore: Coppola chiamerà Waits per piccole parti anche nei suoi tre successivi film ovvero I Ragazzi Della 56esima Strada (al fianco dei giovanissimi Matt Dillon e Tom Cruise), Rusty Il Selvaggio e Cotton Club.
Nel 1986 Tom Waits conosce Roberto Benigni, con cui recita in Daunbailò.
Nel 1990 collabora con Jack Nicholson per il sequel di Chinatown, il film è Il Grande Inganno e Waits veste i panni di un poliziotto, affiancato dallo stesso Nicholson, da Harvey Keitel e Eli Wallach (il brutto ne "Il Buono, Il Brutto, Il Cattivo"), il film si rivelerà un flop clamoroso.
L’anno successivo stringe amicizia con Terry Gilliam che gli affida la parte di un veterano di guerra nel suo La Leggenda Del Re Pescatore e, sempre nello stesso anno, Jim Jarmusch lo chiama per comporre lo colonna sonora del suo Taxisti di Notte, nel cast c’è ancora una volta Roberto Benigni.
Coppola richiama Tom per una piccola parte in Dracula, film del 1992, dove recita la parte di uno psicopatico.
Nel 1993 Tom Waits è nel cast del capolavoro di Robert Altman, America Oggi. Tra gli altri spiccano i nomi di Jack Lemmon, Tim Robbins, Andie MacDowell.
Durante gli anni Novanta Waits compone principalmente colonne sonore per film, oltre a scrivere almeno due grandi dischi.
Nel 2003 recita al fianco di Iggy Pop in una scena del film indipendente Coffee and Cigarettes: i due assi della musica sorprendono per la loro recitazione fuori dalle righe.
Nel 2005 torna a lavorare con Benigni, le prime sequenze de La Tigre e La Neve sono affidate alla fantastica voce di Waits, che canta "You Can Never Hold Back Spring" durante il matrimonio dei due protagonisti.
Nel 2009 intepreta il Diavolo in Parnassus, film di Terry Gilliam.
Questi sono solo alcuni film in cui Tom Waits ha prestato la sua faccia e la sua voce, ma restano ancora tantissimi altre pellicole a cui Tom Waits ha partecipato, vi invito a scoprirle.
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Nightmare - Gli Incubi di Wes Craven (30 aprile 2010)
“L'uomo nero non è morto / ha gli artigli come un corvo / fa paura la sua voce / prendi subito la croce/ apri gli occhi, resta sveglio / non dormire questa notte...”
Una canzoncina inquietante, cantata da un coro di bambine: questo è una delle scene chiave del film Nightmare On Elm Street del 1984. Il film, diretto da Wes Craven è un must del cinema horror e ha dato vita a uno dei cattivi per eccellenza: Freddy Krueger.
Ma andiamo con ordine.
Siamo nei primissimi anni Ottanta, il regista Wes Craven attende impaziente di poter realizzare quello che crede essere il suo capolavoro: Nightmare. Il film si basa principalmente su un fatto di cronaca vera ed è proprio da qui che Craven parte per scrivere soggetto e sceneggiatura.
L’idea è quella di raccontare la storia di un criminale, Freddy Krueger, che viene bruciato vivo da alcuni genitori. Per vendicarsi della morte, lo spirito di Kruger entra negli incubi dei loro figli, li tormenta e infine li uccide nei modi più scabrosi. I quattro ragazzi vengono tormentati dagli incubi, fino a quando Nancy, una delle ragazze, decide di vendicarsi.
Purtroppo c’è da aspettare per realizzare il film; inoltre i soldi previsti non sono quelli che il regista si aspettava. Quando sta per saltare tutto (compresa la carriera di Craven) Rober Shaye, presidente e fondatore della giovane casa indipendente New Line Cinema contatta il regista e gli propone la bellezza di quasi due milioni di dollari per realizzare il suo film. Craven non ci crede, si mette subito all’opera e in pochissimo tempo assembla una squadra per girare il suo film. Per la parte del protagonista Craven sceglie lo sconosciuto Robert Englund, per il ruolo di Nancy Craven ingaggia Heather Langenkamp e il giovanissimo Johnny Depp nel ruolo di Glen, il suo ragazzo.
Nightmare – Dal Profondo Della Notte viene girato in pochissimo tempo e gran parte del suo successo si deve al truccatore Jack Pierce che inventa il famosissimo volto bruciato di Kruger a cui abbina un cappello, un maglione a strisce e degli artigli: il suo marchio di fabbrica. Il film ebbe un notevole successo, guadagnò infatti la bellezza di 26 milioni di dollari solo negli Stati Uniti. Ancora oggi il primo storico Nightmare, nonostante gli scarsissimi effetti speciali, mette i brividi addosso: non si può non restare colpiti dalla colonna sonora, dal viso deformato di Freddy, dalle ambientazioni oscure e oniriche.
Un tale successo obbligò la New Line Cinema a produrre la bellezza di altri sette episodi, tutti più o meno accettabili.
Il 2010 sarà un anno importante per Freddy è infatti prevista l’uscita del remake di questo primo episodio. Il film si chiamerà semplicemente Nightmare, sarà diretto da Samuel Bayer (che ha diretto video di Nirvana, Iron Maiden, David Bowie, Marilyn Manson, Aerosmith), Freddy sarà interpretato da Jackie Earle Haley, già presente in Shutter Island. L’uscita del film in Italia è prevista per il 20 Agosto 2010 ma se volete entrare negli incubi di Nancy, non potete perdervi il suo migliore incubo. Il primo appunto.
Una canzoncina inquietante, cantata da un coro di bambine: questo è una delle scene chiave del film Nightmare On Elm Street del 1984. Il film, diretto da Wes Craven è un must del cinema horror e ha dato vita a uno dei cattivi per eccellenza: Freddy Krueger.
Ma andiamo con ordine.
Siamo nei primissimi anni Ottanta, il regista Wes Craven attende impaziente di poter realizzare quello che crede essere il suo capolavoro: Nightmare. Il film si basa principalmente su un fatto di cronaca vera ed è proprio da qui che Craven parte per scrivere soggetto e sceneggiatura.
L’idea è quella di raccontare la storia di un criminale, Freddy Krueger, che viene bruciato vivo da alcuni genitori. Per vendicarsi della morte, lo spirito di Kruger entra negli incubi dei loro figli, li tormenta e infine li uccide nei modi più scabrosi. I quattro ragazzi vengono tormentati dagli incubi, fino a quando Nancy, una delle ragazze, decide di vendicarsi.
Purtroppo c’è da aspettare per realizzare il film; inoltre i soldi previsti non sono quelli che il regista si aspettava. Quando sta per saltare tutto (compresa la carriera di Craven) Rober Shaye, presidente e fondatore della giovane casa indipendente New Line Cinema contatta il regista e gli propone la bellezza di quasi due milioni di dollari per realizzare il suo film. Craven non ci crede, si mette subito all’opera e in pochissimo tempo assembla una squadra per girare il suo film. Per la parte del protagonista Craven sceglie lo sconosciuto Robert Englund, per il ruolo di Nancy Craven ingaggia Heather Langenkamp e il giovanissimo Johnny Depp nel ruolo di Glen, il suo ragazzo.
Nightmare – Dal Profondo Della Notte viene girato in pochissimo tempo e gran parte del suo successo si deve al truccatore Jack Pierce che inventa il famosissimo volto bruciato di Kruger a cui abbina un cappello, un maglione a strisce e degli artigli: il suo marchio di fabbrica. Il film ebbe un notevole successo, guadagnò infatti la bellezza di 26 milioni di dollari solo negli Stati Uniti. Ancora oggi il primo storico Nightmare, nonostante gli scarsissimi effetti speciali, mette i brividi addosso: non si può non restare colpiti dalla colonna sonora, dal viso deformato di Freddy, dalle ambientazioni oscure e oniriche. Un tale successo obbligò la New Line Cinema a produrre la bellezza di altri sette episodi, tutti più o meno accettabili.
Il 2010 sarà un anno importante per Freddy è infatti prevista l’uscita del remake di questo primo episodio. Il film si chiamerà semplicemente Nightmare, sarà diretto da Samuel Bayer (che ha diretto video di Nirvana, Iron Maiden, David Bowie, Marilyn Manson, Aerosmith), Freddy sarà interpretato da Jackie Earle Haley, già presente in Shutter Island. L’uscita del film in Italia è prevista per il 20 Agosto 2010 ma se volete entrare negli incubi di Nancy, non potete perdervi il suo migliore incubo. Il primo appunto.
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Il Futuro Di Mr. Zemeckis (25 aprile 2010)
"Grande Giove!"
Gli anni Ottanta sono stati anni di transizione per il genere fantascientifico: George Lucas da una parte e Steven Spielberg dall’altra riscrivevano le regole di questo tipo di Cinema: soldi, effetti speciali, film immediati. Proprio Spielberg nel 1978 conosce un giovane regista, Robert Zemeckis e i suoi collaboratori Bob Gale (scrittore) e Alan Silvestri (musicista). I tre scrivono il film 1941: Allarme a Hollywood, diretto dallo stesso Spielberg.
Nel 1984 Spielberg ricambia il favore producendo Ritorno Al Futuro. Il film parla di un giovane studente liceale, Marty McFly (Michael J. Fox) che stringe amicizia con uno scienziato, Doc Emmet Brown (Christopher Lloyd). Siamo nel 1985; lo scienziato ha inventato una macchina capace di viaggiare nel tempo: la DeLorean. Grazie a un errore, Marty si trova catapultato nel 1955, dove avrà la possibilità di cambiare il destino dei suoi genitori e quello di Doc, vittima di un attentato. Marty avrà anche la possibilità di prendersi una rivincita su Biff, vicino di casa che non perde occasione per umiliare il padre di Marty. Il film è un piccolo gioiello, grazie a una sapiente miscela di generi: commedia, thriller, fantascienza. Quando si guarda questo film si resta a bocca aperta: non c’è un solo attimo di noia, si resta stupiti dalla colonna sonora (ottimo il contributo di Silvestri), dalle interpretazioni e dai continui colpi di scena. Con Ritorno Al Futuro Robert Zemeckis stupisce critica e pubblico, agli Oscar del 1986 il film si beccherà la statuetta per il miglior montaggio sonoro (troppo poco, forse, per un film del genere). Il primo capitolo lascia aperte molte porte, il film termina con una nuova DeLorean volante che si catapulta nel futuro per una nuova missione: salvare i figli di Marty.
Nel 1989, dopo il successo planetario del primo capitolo, Zemeckis gira un secondo capitolo, ma, a causa dell’eccessiva durata, il film viene diviso in due parti, dando vita ad una trilogia. Nel secondo capitolo della trilogia (Ritorno Al Futuro – Parte II) Marty e Doc si ritrovano nel futuro per cambiare il destino di uno dei figli di Marty. Anche in questo capitolo non mancano momenti umoristici: un cinema del luogo presenta Lo Squalo 19, evidente omaggio a Spielberg; un bar è interamente dedicato agli anni Ottanta, con Michael Jackson che vende bevande. Ritorno Al Futuro – Parte II è ancora più movimentato e la sceneggiatura ancora più ricca di movimento: una volta arrivati nel futuro Marty e Doc lasciano la DeLorean nelle mani del vecchio Biff, che torna nel passato (proprio nel 1955) per cambiare il destino di sé stesso da giovane. Ritornati nel 1985 Doc e Marty hanno una nuova visione del presente, un presente cambiato e stravolto dai cambiamenti del vecchio Biff.
Biff Tannen è ora il padrone della città, ha ucciso il padre di Marty e ha rinchiuso in un manicomio Doc; non resta che tornare nel 1955, per evitare che il vecchio Biff incontri sé stesso da giovane. Alla fine di un lungo inseguimento, Marty riesce a riportare la situazione alla normalità, ma un fulmine colpisce la DeLorean, portando Doc nel 1885.
Nuovamente intrappolato nel 1955, Marty con l’aiuto di Doc, riporta in vita la DeLorean, abbandonata in una miniera da Doc nel 1885. Una volta arrivato nell’epoca giusta, Marty, che si fa chiamare Clint Eastwood (evidente citazione a Sergio Leone, che in questo film non sarà l’unica), incontra Doc non prima di aver conosciuto i suoi bisnonni. Anche in questa epoca conosce il bisnonno di Biff, ovvero Cane Pazzo Tannen che ha intenzione di uccidere Doc per un debito di circa 80 dollari. Marty riuscirà ad evitare la morte di Doc, grazie a un duello e con un finale degno del miglior Leone. Alla fine Marty riuscirà a tornare nel 1985 ma da solo, dato che Doc ha trovato moglie nel vecchio west e non ha intenzione di tornare. Alla fine del film Doc torna nel 1985 per salutare definitivamente Marty a bordo di una “locomotiva del tempo” con sua moglie Clara e i loro due figlioletti.
Si è sempre parlato di un quarto episodio di Ritorno al Futuro ma la malattia di Michael J. Fox ha sempre convinto i produttori a rinunciare al progetto. In questi anni sul web sono uscite sceneggiature, trailer, idee per un ipotetico e (purtroppo?) irrealizzabile quarto episodio. Si spera che questa trilogia unica per il suo mix di generi, non venga stuprata da qualche produttore ansioso di far soldi.
Gli anni Ottanta sono stati anni di transizione per il genere fantascientifico: George Lucas da una parte e Steven Spielberg dall’altra riscrivevano le regole di questo tipo di Cinema: soldi, effetti speciali, film immediati. Proprio Spielberg nel 1978 conosce un giovane regista, Robert Zemeckis e i suoi collaboratori Bob Gale (scrittore) e Alan Silvestri (musicista). I tre scrivono il film 1941: Allarme a Hollywood, diretto dallo stesso Spielberg.
Nel 1984 Spielberg ricambia il favore producendo Ritorno Al Futuro. Il film parla di un giovane studente liceale, Marty McFly (Michael J. Fox) che stringe amicizia con uno scienziato, Doc Emmet Brown (Christopher Lloyd). Siamo nel 1985; lo scienziato ha inventato una macchina capace di viaggiare nel tempo: la DeLorean. Grazie a un errore, Marty si trova catapultato nel 1955, dove avrà la possibilità di cambiare il destino dei suoi genitori e quello di Doc, vittima di un attentato. Marty avrà anche la possibilità di prendersi una rivincita su Biff, vicino di casa che non perde occasione per umiliare il padre di Marty. Il film è un piccolo gioiello, grazie a una sapiente miscela di generi: commedia, thriller, fantascienza. Quando si guarda questo film si resta a bocca aperta: non c’è un solo attimo di noia, si resta stupiti dalla colonna sonora (ottimo il contributo di Silvestri), dalle interpretazioni e dai continui colpi di scena. Con Ritorno Al Futuro Robert Zemeckis stupisce critica e pubblico, agli Oscar del 1986 il film si beccherà la statuetta per il miglior montaggio sonoro (troppo poco, forse, per un film del genere). Il primo capitolo lascia aperte molte porte, il film termina con una nuova DeLorean volante che si catapulta nel futuro per una nuova missione: salvare i figli di Marty.
Nel 1989, dopo il successo planetario del primo capitolo, Zemeckis gira un secondo capitolo, ma, a causa dell’eccessiva durata, il film viene diviso in due parti, dando vita ad una trilogia. Nel secondo capitolo della trilogia (Ritorno Al Futuro – Parte II) Marty e Doc si ritrovano nel futuro per cambiare il destino di uno dei figli di Marty. Anche in questo capitolo non mancano momenti umoristici: un cinema del luogo presenta Lo Squalo 19, evidente omaggio a Spielberg; un bar è interamente dedicato agli anni Ottanta, con Michael Jackson che vende bevande. Ritorno Al Futuro – Parte II è ancora più movimentato e la sceneggiatura ancora più ricca di movimento: una volta arrivati nel futuro Marty e Doc lasciano la DeLorean nelle mani del vecchio Biff, che torna nel passato (proprio nel 1955) per cambiare il destino di sé stesso da giovane. Ritornati nel 1985 Doc e Marty hanno una nuova visione del presente, un presente cambiato e stravolto dai cambiamenti del vecchio Biff.
Biff Tannen è ora il padrone della città, ha ucciso il padre di Marty e ha rinchiuso in un manicomio Doc; non resta che tornare nel 1955, per evitare che il vecchio Biff incontri sé stesso da giovane. Alla fine di un lungo inseguimento, Marty riesce a riportare la situazione alla normalità, ma un fulmine colpisce la DeLorean, portando Doc nel 1885.
Nuovamente intrappolato nel 1955, Marty con l’aiuto di Doc, riporta in vita la DeLorean, abbandonata in una miniera da Doc nel 1885. Una volta arrivato nell’epoca giusta, Marty, che si fa chiamare Clint Eastwood (evidente citazione a Sergio Leone, che in questo film non sarà l’unica), incontra Doc non prima di aver conosciuto i suoi bisnonni. Anche in questa epoca conosce il bisnonno di Biff, ovvero Cane Pazzo Tannen che ha intenzione di uccidere Doc per un debito di circa 80 dollari. Marty riuscirà ad evitare la morte di Doc, grazie a un duello e con un finale degno del miglior Leone. Alla fine Marty riuscirà a tornare nel 1985 ma da solo, dato che Doc ha trovato moglie nel vecchio west e non ha intenzione di tornare. Alla fine del film Doc torna nel 1985 per salutare definitivamente Marty a bordo di una “locomotiva del tempo” con sua moglie Clara e i loro due figlioletti.
Si è sempre parlato di un quarto episodio di Ritorno al Futuro ma la malattia di Michael J. Fox ha sempre convinto i produttori a rinunciare al progetto. In questi anni sul web sono uscite sceneggiature, trailer, idee per un ipotetico e (purtroppo?) irrealizzabile quarto episodio. Si spera che questa trilogia unica per il suo mix di generi, non venga stuprata da qualche produttore ansioso di far soldi.
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