Frank Oz sembra quasi un folletto, con quel cognome così particolare e quel viso più simile a un gremlin che a un essere umano. Durante gli anni della sua carriera Oz è stato regista, attore e persino doppiatore.
Laureatosi in giornalismo negli anni Sessanta, inizia a lavorare nel mondo dello spettacolo come doppiatore, diventando famoso nello spettacolo The Muppet Show (Oz è la voce della maialina Miss Piggy). Oz lavora e conosce a fondo il mondo dello spettacolo, queste sue esperienze verranno riversate poi in alcuni dei suoi film. Nel 1979 Oz diventa celebre grazie al film Ecco il film dei Muppet in veste di doppiatore.
Ma Oz è molto di più.
Nel 1984 dirige il suo primo film I Muppets alla conquista di Brodway, oltre a dirigere la pellicola, Oz doppia ben cinque personaggi. Due anni più tardi è alla regia del cult La Piccola Bottega degli Orrori; il film (una commedia? un musical? un grottesco?) che lancia la carriera di Rick Moranis (che sarà il mitico Louis nei due episodi dei Ghostbusters) e conferma il talento di Steve Martin, grande amico di Oz. Nonostante sia stato un flop al botteghino, col tempo diventerà amatissimo dai cinefili.
Nel 1988 presenta Due figli di… brillante commedia con protagonisti Steve Martin e Michael Caine (per l’attore britannico è una delle prime commedie).
Oz continua con la commedia d’autore con Tutte le Manie di Bob, questa volta il regista/doppiatore dirige Bill Murray nel ruolo di un nevrotico che perseguita il suo psichiatra Leo Marvin. Bob entra nella vita sua famiglia, sconvolgendo la vacanza del dottore (un bravissimo Richard Dreyfuss). Bill Murray si trova a suo agio in questa commedia imperdibile, dove ci regala una delle sue migliori interpretazioni.
Nel 1995 dirige La Chiave Magica un film d’avventura con un cast minore.
Nel 1997 riversa le sue esperienze passate in In & Out una divertente critica sul mondo del cinema e dello show business, tanto amato e tanto conosciuto da Oz.
Il cast del film è di tutto rispetto: Kevin Kline, Joan Cusack, Tom Selleck, Matt Dillon.
Bownfinger (1999) ha la sceneggiatura di Steve Martin, nel cast compaiono, oltre a Martin, anche Eddie Murphy, Heather Graham e Robert Downey Jr. Ancora un volta Oz ci da un quadro del mondo del cinema facendosi beffe delle leggi del mercato cinematografico.
Nel 2001 il regista cambia completamente registro decidendo di dirigere un thriller, chiama con sé tre attori di tre diverse generazioni: Edward Norton, Robert De Niro e udite udite Marlon Brando, alla sua ultima interpretazione. Protagonista della pellicola è Nick Wells (De Niro) un famoso ladro a cui viene affidato un ultimo grande colpo dall’amico e socio Max (Brando). E’ lo stesso Max che presenta a Wells il giovane Jack Teller (Norton) con cui Wells deve lavorare per realizzare il colpo. Il cast è eccezionale, Norton si fa rispettare con la sua magnifica interpretazione nonostante la presenza di due giganti come Robert De Niro e Marlon Brando.
Tre anni più tardi Oz torna alla commedia con La Donna Perfetta, con cui ha la possibilità di lavorare con Nicole Kidman, il film sarà molto criticato per via della sceneggiatura e delle pessime interpretazioni della Kidman e di Glenn Close. Nel 2007 Oz dirige Funeral Party un’ottima commedia basata su equivoci e su gag a ripetizione. La sceneggiatura questa volta è ottima e il cast, seppur composto da attori poco conosciuti, fa la sua parte. Il film parla di due famiglie che si ritrovano per il funerale del padre di Daniel e Robert, due scrittori con famiglie a seguito. Nella casa di campagna succederà di tutto: allucinazioni, droghe, episodi surreali. Funeral Party è decisamente uno dei migliori film di Oz.
Frank Oz è stato anche un attore, ha infatto recitato in quattro film del collega John Landis: The Blues Brothers, Un Lupo Mannaro Americano a Londra, Una Poltrona Per Due e il seguito di The Blues Brothers nel 2000.
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mercoledì 27 ottobre 2010
Il Cinema di Frank Oz (29 agosto)
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lunedì 25 ottobre 2010
Indiana Jones - Una Trilogia E Mezzo (23 maggio 2010)
Ho già scritto di George Lucas e di Steven Spielberg, ma oggi vi voglio parlare di una nuova trilogia, dopo quella di Ritorno Al Futuro.
La storia di Indiana Jones inizia durante i primi anni Settanta, quando George Lucas inizia a pensare a questo personaggio, un archeologo che vive durante gli anni Trenta. Indiana Jones è un personaggio particolarissimo, con una doppia personalità: da un lato è un timido professore universitario, dall’altro è un cinico archeologo rispettoso delle culture e dei reperti. Sempre circondato da donne affascinanti, ha la fobia dei serpenti, indossa un borsalino e ha sempre con sé una frusta. Qualche anno più tardi, Lucas contatta Spielberg e gli parla di una sceneggiatura che vede come protagonista un archeologo-professore che si mette alla ricerca dell’Arca dell’Allenza, un forziere che conteneva i resti dei Dieci Comandamenti. Lucas, impegnato con la regia di Guerre Stellari, affida la regia del film proprio a Spielberg, scrivendo però la sceneggiatura.
La prima scelta per il protagonista è Tom Selleck, ma a causa di problemi burocratici i due scelsero il giovane Harrison Ford, che aveva già lavorato con Lucas in Guerre Stellari.
Il primo episodio della trilogia, I Predatori dell’Arca Perduta, risale al 1981.
Il film è ambientato nel 1936, quando il Nazismo inizia a diffondersi in Europa. Proprio Hitler, affascinato dall’occulto, ordina di cercare qualsiasi reperto che possa potenziare il suo esercito in espansione, Indiana Jones ha il compito di trovare l’Arca prima dei nazisti. Il film è un perfetto esempio di Cinema di Intrattenimento: gli inseguimenti si susseguono, i colpi di scena non mancano, le battute sono perfette e mai fuori luogo, addirittura c’è anche qualche scena un po’ “cruenta” almeno per quello che riguarda il Cinema di Spielberg.
I Predatori dell’Arca Perduta si rivela un successo spettacolare: il film ha infatti guadagnato 384 milioni di dollari in tutto il mondo vincendo quattro Oscar “tecnici”: miglior montaggio, miglior scenografia, miglior sonoro, migliori effetti speciali. Un tale successo costrinse la ditta Lucas-Spielberg a pensare ad un seguito, anzi ad un prequel.
Il successivo Indiana Jones e il Tempio Maledetto, si svolge infatti nel 1935, un anno prima degli episodi narrati nel primo film. Questo episodio si svolge in India, dove un villaggio ha perso una pietra sacra e incarica Jones di ritrovarla. La pietra è stata rubata da alcuni custodi del palazzo di Pankot. Arrivati al Palazzo, Jones, il piccolo Shorty e la cantante Willie Scott si imbattono nel giovane maraja che nega di aver rubato la pietra. La sera stessa i tre assistono ad un sacrificio umano, dentro il Tempio del Male.
Ancora una volta viene riconfermato Harrison Ford nei panni dell’archeologo che fa un ottimo lavoro. Anche questo secondo episodio si rivela un gran successo: più oscuro ma anche più commerciale del precedente, il film ha incassato 333 milioni di dollari nel mondo.
Nel 1989 esce il terzo episodio della trilogia: Indiana Jones e L’ultima Crociata ha il compito di illustrare la fobia di Jones verso i serpenti ed il rapporto con il padre, Henry Jones, interpretato da Sean Connery. Lucas e Spielberg hanno sempre affermato che il padre di Indiana Jones fosse James Bond, quindi la scelta di Connery pareva logica. Il terzo episodio si svolge nel 1938, Jones deve cercare il Santo Graal, il calice usato da Cristo durante l’Ultima Cena. Le ricerche hanno avuto una brusca interruzione quando è sparito proprio il padre di Indiana: compito di Jones è quindi quello di ritrovare il padre e il Santo Graal. Tuttavia Jones scoprirà molto presto che dietro alla ricerche e all’interesse per il Graal ci sono ancora una volta i nazisti…
Dopo questo terzo episodio sembrava che non si dovesse più parlare di Indiana Jones, anche se i grandissimi successo di pubblico e critica facevano credere il contrario. Durante gli anni Novanta c’è stato un primo riavvicinamento tra Ford e Spielberg, nel corso degli anni successivi al terzo capitolo sono uscite tantissime voci riguardanti sceneggiature, titoli, scoop…un po’ com’è accaduto con Ritorno Al Futuro...
Nel giugno 2007 iniziarono ufficialmente le riprese del quarto Indiana Jones, che terminarono nell’autunno dello stesso anno. A maggio 2008 esce l'attesissimo quarto capitolo della saga: Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo.
Il film ha diviso pubblico e critica, si apprezza la prestazione di Harrison Ford, attore sessantenne ma ancora in grande forma, ma la sceneggiatura appare troppo confusionaria e il finale troppo fantascientifico. Insomma questo quarto capitolo è solo ed esclusivamente rivolto ai fan incalliti del Jones più famoso del mondo. Se avete visto, amato e ammirato la trilogia, allora non perdetevi il quarto capitolo. Se per voi Indiana Jones è un giovane e affascinante archeologo e non un sessantenne isterico, lasciate perdere questo quarto capitolo.
La storia di Indiana Jones inizia durante i primi anni Settanta, quando George Lucas inizia a pensare a questo personaggio, un archeologo che vive durante gli anni Trenta. Indiana Jones è un personaggio particolarissimo, con una doppia personalità: da un lato è un timido professore universitario, dall’altro è un cinico archeologo rispettoso delle culture e dei reperti. Sempre circondato da donne affascinanti, ha la fobia dei serpenti, indossa un borsalino e ha sempre con sé una frusta. Qualche anno più tardi, Lucas contatta Spielberg e gli parla di una sceneggiatura che vede come protagonista un archeologo-professore che si mette alla ricerca dell’Arca dell’Allenza, un forziere che conteneva i resti dei Dieci Comandamenti. Lucas, impegnato con la regia di Guerre Stellari, affida la regia del film proprio a Spielberg, scrivendo però la sceneggiatura.
La prima scelta per il protagonista è Tom Selleck, ma a causa di problemi burocratici i due scelsero il giovane Harrison Ford, che aveva già lavorato con Lucas in Guerre Stellari.
Il primo episodio della trilogia, I Predatori dell’Arca Perduta, risale al 1981.
Il film è ambientato nel 1936, quando il Nazismo inizia a diffondersi in Europa. Proprio Hitler, affascinato dall’occulto, ordina di cercare qualsiasi reperto che possa potenziare il suo esercito in espansione, Indiana Jones ha il compito di trovare l’Arca prima dei nazisti. Il film è un perfetto esempio di Cinema di Intrattenimento: gli inseguimenti si susseguono, i colpi di scena non mancano, le battute sono perfette e mai fuori luogo, addirittura c’è anche qualche scena un po’ “cruenta” almeno per quello che riguarda il Cinema di Spielberg.
I Predatori dell’Arca Perduta si rivela un successo spettacolare: il film ha infatti guadagnato 384 milioni di dollari in tutto il mondo vincendo quattro Oscar “tecnici”: miglior montaggio, miglior scenografia, miglior sonoro, migliori effetti speciali. Un tale successo costrinse la ditta Lucas-Spielberg a pensare ad un seguito, anzi ad un prequel.
Il successivo Indiana Jones e il Tempio Maledetto, si svolge infatti nel 1935, un anno prima degli episodi narrati nel primo film. Questo episodio si svolge in India, dove un villaggio ha perso una pietra sacra e incarica Jones di ritrovarla. La pietra è stata rubata da alcuni custodi del palazzo di Pankot. Arrivati al Palazzo, Jones, il piccolo Shorty e la cantante Willie Scott si imbattono nel giovane maraja che nega di aver rubato la pietra. La sera stessa i tre assistono ad un sacrificio umano, dentro il Tempio del Male.
Ancora una volta viene riconfermato Harrison Ford nei panni dell’archeologo che fa un ottimo lavoro. Anche questo secondo episodio si rivela un gran successo: più oscuro ma anche più commerciale del precedente, il film ha incassato 333 milioni di dollari nel mondo.
Nel 1989 esce il terzo episodio della trilogia: Indiana Jones e L’ultima Crociata ha il compito di illustrare la fobia di Jones verso i serpenti ed il rapporto con il padre, Henry Jones, interpretato da Sean Connery. Lucas e Spielberg hanno sempre affermato che il padre di Indiana Jones fosse James Bond, quindi la scelta di Connery pareva logica. Il terzo episodio si svolge nel 1938, Jones deve cercare il Santo Graal, il calice usato da Cristo durante l’Ultima Cena. Le ricerche hanno avuto una brusca interruzione quando è sparito proprio il padre di Indiana: compito di Jones è quindi quello di ritrovare il padre e il Santo Graal. Tuttavia Jones scoprirà molto presto che dietro alla ricerche e all’interesse per il Graal ci sono ancora una volta i nazisti…
Dopo questo terzo episodio sembrava che non si dovesse più parlare di Indiana Jones, anche se i grandissimi successo di pubblico e critica facevano credere il contrario. Durante gli anni Novanta c’è stato un primo riavvicinamento tra Ford e Spielberg, nel corso degli anni successivi al terzo capitolo sono uscite tantissime voci riguardanti sceneggiature, titoli, scoop…un po’ com’è accaduto con Ritorno Al Futuro...
Nel giugno 2007 iniziarono ufficialmente le riprese del quarto Indiana Jones, che terminarono nell’autunno dello stesso anno. A maggio 2008 esce l'attesissimo quarto capitolo della saga: Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo.
Il film ha diviso pubblico e critica, si apprezza la prestazione di Harrison Ford, attore sessantenne ma ancora in grande forma, ma la sceneggiatura appare troppo confusionaria e il finale troppo fantascientifico. Insomma questo quarto capitolo è solo ed esclusivamente rivolto ai fan incalliti del Jones più famoso del mondo. Se avete visto, amato e ammirato la trilogia, allora non perdetevi il quarto capitolo. Se per voi Indiana Jones è un giovane e affascinante archeologo e non un sessantenne isterico, lasciate perdere questo quarto capitolo.
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