"Kiri, kiri, kiri..." "Più giù, più giù, più giù..."
Ci sono film che tolgono il fiato, altri che stravolgono il modo di vedere quello che ci circonda, altri che semplicemente scioccano. Bene, Audition è un film che causa questi effetti contemporaneamente. Questo film lanciò definitivamente la carriera di Takashi Miike, regista giapponese molto apprezzato in patria ma ancora poco conosciuto qui in Italia.
Miike ha uno stile violento, veloce e splatter con tanta azione alternata a momenti di eccessiva lentezza, i suoi film sono riconoscibili perché hanno un vero e proprio marchio di fabbrica ovvero la contaminazione di più generi filmici e la provocazione. Miike è un regista estremo che ha sconvolto il modo di fare cinema ad esempio unendo in un suo film (The Happines of the Katakuris) horror, commedia e musical.
Ma ritorniamo al nostro Audition.
Shigeharu Aoyama è un uomo rimasto vedovo che si prende cura del figlio Shigeiko, decide di risposarsi e per trovare moglie organizza un'audition, ovvero un'audizione per un film che non si farà mai, con il solo scopo di trovare la moglie adatta. Ayoama perde la testa per la giovane e misteriosa Asami (la bravissima e letale Eihi Shiina), ragazza fragile dal passato tanto tormentato quanto misterioso. Asami dichiara di essere stata una ballerina, di essere stata contattata da un discografico e di lavorare in un locale: i due iniziano a frequentarsi.
Questa è la storia alla base di Audition, una storia normale con un finale disturbante, vedendo i primi 60 minuti di film si ha la sensazione di trovarsi davanti a un film romantico in salsa giapponese. Vengono presentati i protagonisti, le loro fragilità, le loro solitudini, addirittura si sorride in alcune scene. La cinepresa di Miike inquadra un angolo di stanza e lascia che l'azione si svolga, la fotografia è perfetta, i dialoghi sono scarsi. Con l'avanzare degli eventi, il film romantico si trasforma in un incubo di sogni e ossessioni, di flashback che sconvolgono il protagonista e lo spettatore (che sono sullo stesso piano e condividono le stesse paure).
Senza nessun preavviso ci troviamo di fronte alla violenza e alla perversione pura. Le visioni oniriche di Aoyama iniziano lentamente a spiegare il film: scordatevi il film romantico, scordatevi la commediola giapponese.
Il verso che fa Asami mentre gioca con gli spilli vale migliaia di urla ed è molto più inquietante dei colpi di scena di molti film horror occidentali, anche se qui di horror non c'è niente. Qui non ci sono mostri, non c'è sangue, non ci sono colpi di scena inaspettati.
Qui ci sono scene lente e macabre.
Qui ci sono telefoni che squillano, donne sedute di profilo che sorridono e sacchi che si muovono.
Tutto ha una macabra linearità e anche Asami è lineare e coerente con il suo progetto. Gli ultimi minuti di film (per chi riesce ad arrivarci) sono orribili da un punto di vista estetico ma perfetti dal punto di vista della trama. Infondo questa è una storia d'amore, i due protagonisti sono due solitudini che cercano di unirsi, sono due facce della stessa medaglia. La violenza è amore secondo Miike.
Vedendo Audition non potrete dargli torto.
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mercoledì 27 ottobre 2010
Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica 2010 (5 settembre 2010)
Il Festival del Cinema di Venezia è uno degli appuntamenti più attesi e amati dai cineasti.
Nel corso dei primi dieci giorni di Settembre di ogni anno vengono proiettati molti film che andranno poi a far parte della stagione cinematografica autunnale.
Ogni anno viene selezionato un presidente di giuria differente, quest'anno, per la 67esima edizione, il grande onore è toccato a Quentin Tarantino.
Questi i film in concorso a Venezia secondo l'ordine di presentazione.
Black Swan di Darren Aronofsky
La pecora nera di Ascanio Celestini
Somewhere di Sofia Coppola
Happy Few di Antony Cordier
La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo
Ovsyanki – Silent Souls di Aleksei Fedorchenko
Promises written in water di Vincent Gallo
Road to nowhere di Monte Hellman
Balada Triste de trompeta di Alex De La Iglesia
Venus Noire di Abdellatif Kechiche
Post Mortem di Pablo Larrain
Noi credevamo di Mario Martone
Barney’s version di Richard J. Lewis
La passione di Carlo Mazzacurati
Jusan-Nin No Shikaku – 13 Assassins di Takashi Miike
Potiche di François Ozon
Meek’s Cutoff di Kelly Reichardt
Miral di Julian Schnabel
Essential killing di Jerzy Skolimowski
Noruwei No Mori – Norwegian Wood di Anh Hung Tran
Attenberg di Athina Rachel Tsangari
Detective Dee and the mistery of phantom flame di Hark Tsui
Drei di Tom Tykwer
Per l'Italia ci saranno ben quattro film in concorso: La Pecora Nera film di Ascanio Celestini, famoso attore teatrale al suo esordio dietro la cinepresa, in questo film Celestini è attore, sceneggiatore e regista. La solitudine dei numeri primi è invece la pellicola di Saverio Costanzo, adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo.
Noi Credevamo per la regia del veterano Mario Martone.
Carlo Mazzacurati presenta invece la commedia La Passione, storia di un regista fallito a cui viene data una seconda possibilità. Tra gli attori spiccano Silvio Orlando, Corrado Guzzanti e Stefania Sandrelli, senza dubbio una commedia molto attesa.
Per gli USA saranno presenti Darren Aronofsky con il suo Black Swan, Sofia Coppola con Somewhere, l'eclettico Vincent Gallo con Promises Written, Monte Hellman con Road To Nowhere, Richard J. Lewis (regista per molti episodi di CSI Miami) regista di Barney’s Version e Julian Schnabel che porta il suo Miral.
Da segnalare anche la presenza di Takashi Miike, regista giapponese molto amato in patria e regista di film come Audition, Sukiyaki Western Django (western in salsa giapponese, imperdibile per gli amanti del genere) e Yattaman (versione filmica del famosissimo cartone animato). A Venezia Miike porterà il suo ultimo lavoro: Jusan-Nin No Shikaku – 13 Assassins, storia di una vendetta guidata da ben 13 guerrieri.
Nel corso dei primi dieci giorni di Settembre di ogni anno vengono proiettati molti film che andranno poi a far parte della stagione cinematografica autunnale.
Ogni anno viene selezionato un presidente di giuria differente, quest'anno, per la 67esima edizione, il grande onore è toccato a Quentin Tarantino.
Questi i film in concorso a Venezia secondo l'ordine di presentazione.
Black Swan di Darren Aronofsky
La pecora nera di Ascanio Celestini
Somewhere di Sofia Coppola
Happy Few di Antony Cordier
La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo
Ovsyanki – Silent Souls di Aleksei Fedorchenko
Promises written in water di Vincent Gallo
Road to nowhere di Monte Hellman
Balada Triste de trompeta di Alex De La Iglesia
Venus Noire di Abdellatif Kechiche
Post Mortem di Pablo Larrain
Noi credevamo di Mario Martone
Barney’s version di Richard J. Lewis
La passione di Carlo Mazzacurati
Jusan-Nin No Shikaku – 13 Assassins di Takashi Miike
Potiche di François Ozon
Meek’s Cutoff di Kelly Reichardt
Miral di Julian Schnabel
Essential killing di Jerzy Skolimowski
Noruwei No Mori – Norwegian Wood di Anh Hung Tran
Attenberg di Athina Rachel Tsangari
Detective Dee and the mistery of phantom flame di Hark Tsui
Drei di Tom Tykwer
Per l'Italia ci saranno ben quattro film in concorso: La Pecora Nera film di Ascanio Celestini, famoso attore teatrale al suo esordio dietro la cinepresa, in questo film Celestini è attore, sceneggiatore e regista. La solitudine dei numeri primi è invece la pellicola di Saverio Costanzo, adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo.
Noi Credevamo per la regia del veterano Mario Martone.
Carlo Mazzacurati presenta invece la commedia La Passione, storia di un regista fallito a cui viene data una seconda possibilità. Tra gli attori spiccano Silvio Orlando, Corrado Guzzanti e Stefania Sandrelli, senza dubbio una commedia molto attesa.
Per gli USA saranno presenti Darren Aronofsky con il suo Black Swan, Sofia Coppola con Somewhere, l'eclettico Vincent Gallo con Promises Written, Monte Hellman con Road To Nowhere, Richard J. Lewis (regista per molti episodi di CSI Miami) regista di Barney’s Version e Julian Schnabel che porta il suo Miral.
Da segnalare anche la presenza di Takashi Miike, regista giapponese molto amato in patria e regista di film come Audition, Sukiyaki Western Django (western in salsa giapponese, imperdibile per gli amanti del genere) e Yattaman (versione filmica del famosissimo cartone animato). A Venezia Miike porterà il suo ultimo lavoro: Jusan-Nin No Shikaku – 13 Assassins, storia di una vendetta guidata da ben 13 guerrieri.
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